L'Osservatore Romano riporta, nell'edizione del 30 dicembre, un interessante articolo sulla situazione economica di uno dei più grandi paesi del Sud America intitolato: "L'Argentina e lo sviluppo mancato".
Il giornale riporta uno studio dell'Odsa (Osservatorio del debito sociale) della Pontificia Università Cattolica Argentina, nel quale si afferma:
"La crescita economica, l’aumento del consumo interno, l’incremento della domanda di lavoro, la ripresa dei salari dei lavoratori, l’estensione dei programmi sociali e, in questo contesto, la riduzione dell’indigenza e della mancanza di guadagno non sono riusciti a diventare fattori capaci di creare una via di scampo dal sottosviluppo".
Secondo i dati pubblicati nello studio, il lavoro precario in Argentina è passato dal 32,1% del 2007 al 35,5% nel 2011. Secondo gli ultimi dati disponibili relativi al 2012, due famiglie su dieci hanno bisogno di assistenza pubblica per sopravvivere. Fra il 2004 e il 2012, sebbene tutti gli indicatori economici siano migliorati, il 37% dei giovani argentini non riesce a terminare la scuola secondaria, il 20% non studia né lavora e il 12% dei bambini e ragazzi di età compresa fra i cinque e diciassette anni deve lavorare per dare sostegno ai bisogni della propria famiglia.
Ebbene, per fare un confronto, secondo l'Istat in Italia oltre il 27% dei giovani tra i 15 e i 34 anni non studia, non lavora e non è in formazione. Gli under 35 in questa condizione nel terzo trimestre del 2013 sono 3,75 milioni. Al Sud la percentuale è del 36,2%, oltre 2 milioni di persone.
Nessun commento:
Posta un commento