mercoledì 1 gennaio 2014

Una notizia che ci fa pensare

L'Osservatore Romano riporta, nell'edizione del 30 dicembre, un interessante articolo sulla situazione economica di uno dei più grandi paesi del Sud America intitolato: "L'Argentina e lo sviluppo mancato". 
Il giornale riporta uno studio dell'Odsa (Osservatorio del debito sociale) della Pontificia Università Cattolica Argentina, nel quale si afferma:
"La crescita economica, l’aumento del consumo interno, l’incremento della domanda di lavoro, la ripresa dei salari dei lavoratori, l’estensione dei programmi sociali e, in questo contesto, la riduzione dell’indigenza e della mancanza di guadagno non sono riusciti a diventare fattori capaci di creare una via di scampo dal sottosviluppo".
Secondo i dati pubblicati nello studio, il lavoro precario in Argentina è passato dal 32,1% del 2007 al 35,5% nel 2011. Secondo gli ultimi dati disponibili relativi al 2012, due famiglie su dieci hanno bisogno di assistenza pubblica per sopravvivere. Fra il 2004 e il 2012, sebbene tutti gli indicatori economici siano migliorati, il 37% dei giovani argentini non riesce a terminare la scuola secondaria, il 20% non studia né lavora e il 12% dei bambini e ragazzi di età compresa fra i cinque e diciassette anni deve lavorare per dare sostegno ai bisogni della propria famiglia.

Ebbene, per fare un confronto, secondo l'Istat in Italia oltre il 27% dei giovani tra i 15 e i 34 anni non studia, non lavora e non è in formazione. Gli under 35 in questa condizione nel terzo trimestre del 2013 sono 3,75 milioni. Al Sud la percentuale è del 36,2%, oltre 2 milioni di persone.

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