martedì 4 febbraio 2014

Quando il potere, il lusso e il denaro diventano idoli, si antepongono questi all'equa distribuzione delle ricchezze

Papa Francesco ha presentato il suo messaggio per la Quaresima 2014 sul tema "Si é fatto povero per arricchirci con la sua povertà". Il Pontefice, anche questa volta, pone l'accento su questioni di carattere economico e, in modo particolare, sulla ricchezza e sulla sua equa distribuzione.
Innanzitutto distingue la miseria dalla povertà:
"La miseria non coincide con la povertà; la miseria è la povertà senza fiducia, senza solidarietà, senza speranza. Possiamo distinguere tre tipi di miseria: la miseria materiale, la miseria morale e la miseria spirituale. La miseria materiale è quella che comunemente viene chiamata povertà e tocca quanti vivono in una condizione non degna della persona umana: privati dei diritti fondamentali e dei beni di prima necessità quali il cibo, l’acqua, le condizioni igieniche, il lavoro, la possibilità di sviluppo e di crescita culturale".
Continua poi parlando del lavoro:
"E quante persone sono costrette a questa miseria da condizioni sociali ingiuste, dalla mancanza di lavoro che le priva della dignità che dà il portare il pane a casa, per la mancanza di uguaglianza rispetto ai diritti all’educazione e alla salute. In questi casi la miseria morale può ben chiamarsi suicidio incipiente".
Un passo interessante, infine, riguarda le finalità dell'intervento della Chiesa:
"Di fronte a questa miseria la Chiesa offre il suo servizio, la sua diakonia, per andare incontro ai bisogni e guarire queste piaghe che deturpano il volto dell’umanità.(...). Il nostro impegno si orienta anche a fare in modo che cessino nel mondo le violazioni della dignità umana, le discriminazioni e i soprusi, che, in tanti casi, sono all’origine della miseria. Quando il potere, il lusso e il denaro diventano idoli, si antepongono questi all’esigenza di una equa distribuzione delle ricchezze. Pertanto, è necessario che le coscienze si convertano alla giustizia, all’uguaglianza, alla sobrietà e alla condivisione".

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