Il Forum Economico Mondiale di Davos si è aperto con un messaggio di Papa Francesco trasmesso dal cardinale Turkson. Il Papa ha chiesto ai leader economici mondiali "di far sì che la ricchezza sia al servizio dell'umanità, non che la asservisca".
E' possibile che il sistema capitalistico possa trasformarsi da mezzo di arricchimento di pochi a strumento di benessere a vantaggio del maggior numero di soggetti possibile? In poche parole, è possibile un capitalismo etico?
Su questi temi si interroga, in un articolo comparso sull'Huffington Post, Stanley Bergman, CEO di Henry Schein Inc., società quotata al Nasdaq di New York.
Il titolo dell'intervento è "Capitalismo etico? Vale la pena provare". Bergman, in perfetto accordo con il pensiero del Papa, afferma che:
"In seguito alla crisi finanziaria del 2008, il termine "capitalismo" è stato usato da molti come fosse una parola sconcia. Il motivo è comprensibile. La corrente di pensiero orientata al breve termine e al mero interesse personale, che ha contribuito alla crisi e alla conseguente recessione, ha anche alimentato una lunga lista di tragedie umane: migliaia di lavoratori morti nel crollo di fabbriche abusive, il crescente divario di reddito laddove un miliardo di persone riesce a malapena a sopravvivere con meno di 1 dollaro al giorno, i pericoli del cambiamento climatico che minacciano l'approvvigionamento delle derrate alimentari essenziali. Alcuni addossano la colpa di questi problemi al "capitalismo", arrivando a condannarlo in quanto intrinsecamente privo di etica".
I fatti citati nell'articolo sono innegabili. Come diceva un articolo dell'Osservatore Romano, il significato del termine "capitalismo" negli ultimi due decenni si è modificato "perché
chi ha creato più ricchezza non l'ha fatto attraverso forme quali
l'investimento, la gestione del rischio e il lungo termine, ma
attraverso attività di carattere speculativo, a breve termine". In più, le varie recessioni e crisi degli scorsi anni hanno scavato un larghissimo "canyon" fra i più ricchi e il resto della popolazione. Solo pochi giorni fa la Banca d'Italia ha pubblicato i dati dell'ultima indagine sui bilanci delle famiglie italiane (anno 2012) dal quale risulta che il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% della ricchezza
netta totale (45,7% nel 2010). La quota di famiglie con ricchezza
negativa è invece aumentata al 4,1% dal 2,8% del 2010. La situazione non è diversa negli Stati Uniti, tanto che il Presidente Obama, nel discorso sullo Stato dell'Unione, ha sottolineato come l’attuale retribuzione minima in America sia addirittura del 20% inferiore rispetto ai tempi in cui era presidente Ronald Reagan.
Ma il capitalismo è dunque privo di etica intrinsecamente o è la nuova modalità di intendere lo sviluppo economico la causa scatenante della situazione di forte squilibrio che si è sviluppata negli ultimi decenni?
Per risolvere questo dilemma possiamo citare una frase tratta da un'articolo di Avvenire, nel quale si afferma:
Per risolvere questo dilemma possiamo citare una frase tratta da un'articolo di Avvenire, nel quale si afferma:
"I capitalismi sono stati diversi in passato, lo sappiamo; ma sappiamo anche che l’attuale fase di sviluppo dell’economia mondiale, il capitalismo di matrice individualistica che ha posto la finanza come suo nocchiere, sta diventando l’unico capitalismo: facendo così dimenticare tutta la biodiversità culturale ed economica del XX secolo, quando i capitalismi erano invece molti e riconducibili a diverse antropologie e visioni del mondo".Bergman ritiene però che anche ai nostri giorni un capitalismo etico possa ritornare ad esistere e dice:
Il nocciolo della questione è questo: il capitalismo è positivo nella misura in cui lo sono i capitalisti. Affinché un qualsiasi sistema politico, governativo, sociale o economico sia sostenibile, è necessario che i suoi leader abbiano un senso dell'etica fortemente radicato. Che cosa significa? Il Capitalismo etico ha almeno due ingredienti essenziali: l'obiettivo di creare un valore economico e sociale di lungo termine e l'impegno, da parte dell'imprenditoria, ad agire quale amministratrice di tutta l'ampia gamma dei suoi componenti: clienti, dipendenti, fornitori, investitori e la società. Il Capitalismo etico mira a costruire relazioni profonde, basate sulla fiducia, che vadano a vantaggio della società e non solo dei risultati di bilancio. In altre parole, si tratta di un modello di business con "uno scopo più alto".E chiude scrivendo:
"Il capitalismo è tutt'altro che perfetto, esattamente come qualsiasi altro sistema. Il capitalismo è però il sistema migliore che siamo riusciti a realizzare fino ad oggi, e se coniugato con un reale impegno di tipo etico offre alla società l'opportunità migliore per creare benessere e sollevare i poveri dalla loro condizione".
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