domenica 29 dicembre 2013

Papa Francesco e l'economia del Terzo Millennio

Vorrei iniziare i post su questo nuovo blog prendendo spunto da una notizia apparsa qualche giorno fa sui giornali: gli elementi più conservatori della politica e del giornalismo americani hanno "bollato" il pensiero di Papa Francesco in tema di economia come troppo "di sinistra", fino a definirlo addirittura "marxista" (per approfondire, vedi l'articolo pubblicato su "Il Mattino" e anche su "The New Yorker"). 

Perchè tutto questo? Nell'Esortazione Apostolica "Evangelii Gaudium" il Papa scrive:
"Così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della inequità”. Questa economia uccide". 
E continua:
"In questo contesto, alcuni ancora difendono le teorie della “ricaduta favorevole”, che presuppongono che ogni crescita economica, favorita dal libero mercato, riesce a produrre di per sé una maggiore equità e inclusione sociale nel mondo. Questa opinione, che non è mai stata confermata dai fatti, esprime una fiducia grossolana e ingenua nella bontà di coloro che detengono il potere economico e nei meccanismi sacralizzati del sistema economico imperante. Nel frattempo, gli esclusi continuano ad aspettare. Per poter sostenere uno stile di vita che esclude gli altri, o per potersi entusiasmare con questo ideale egoistico, si è sviluppata una globalizzazione dell’indifferenza".
Su queste affermazioni sono piovute le critiche di coloro che ritengono eccessive le critiche del Papa al sistema economico occidentale. 
Per esempio, The Atlantic, rivista americana nata nel 1857, nel suo numero online del 26 novembre accusa il Pontefice di aver traghettato il pensiero economico della Chiesa Cattolica dall'anti-comunismo all'anti-capitalismo e conclude dicendo:
"Nella contrapporre la Chiesa al libero mercato, il Papa ha aggiunto peso significativo e legittimità ai gruppi progressisti favorevoli al controllo dello Stato sull'economia. Se non fosse già chiaro, le dichiarazioni confermano che gli spettri della Chiesa del 20° secolo stanno svanendo, almeno in Vaticano. Il Papa ha indicato ufficialmente un nuovo nemico".
Tante però, anche a livello internazionale, sono state le reazioni positive alle parole di Jorge Mario Bergoglio. Su "The Guardian" leggiamo un articolo dal titolo:
"Papa Francesco capisce l'economia meglio della maggior parte dei politici. La disuguaglianza è il più grande problema economico del nostro tempo. Ciò che deve sorprendere è che ci sia voluto così tanto tempo per una figura di spicco a livello mondiale per dirlo".
Per dare a tutti voi un'idea del pensiero economico di Papa Francesco, nei prossimi interventi cercheremo di comprendere i principali elementi che costituiscono la Dottrina Sociale della Chiesa, precisando come le idee dell'attuale Pontefice si inseriscano, completino e modifichino la strada tracciata dai suoi predecessori a partire dal lontano 1891, quando Leone XIII, con l'enciclica Rerum Novarum, fondò la moderna dottrina sociale cristiana.

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